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Cos’è l’arbitrato?

L’arbitrato è un mezzo di risoluzione delle controversie alternativo alla via giurisdizionale (c.d. ADR) grazie al quale è possibile ottenere un risultato analogo a quello del processo davanti ai giudici dello Stato.

 

Come si può devolvere una controversia ad arbitri?

La fonte dell’arbitrato risiede nella volontà negoziale delle parti ovvero nella loro chiara manifestazione  di voler sottrarre la risoluzione della lite alla cognizione di un giudice per devolverla a quella di un arbitro. Tale volontà può essere dichiarata a controversia già insorta, ed in tal caso sarà contenuta in compromesso, o prima del sorgere di qualsivoglia lite, ed allora sarà contenuta in una clausola compromissoria.

 

Qualsiasi controversia può essere oggetto di convenzione di arbitrato?

Possono essere devolute ad arbitri tutte le controversie che abbiano a oggetto diritti disponibili (art. 806 c.p.c.) e possono costituire oggetto di clausola compromissoria (convenzione arbitrale per liti future) controversie riguardanti rapporti contrattuali e non contrattuali (purché relative a rapporti determinati).

 

Chi risolve la lite?

A differenza della mediazione civile, della negoziazione assistita e della conciliazione, l’arbitrato è una forma di risoluzione eteronoma della lite: origina dall’accordo delle parti ma la soluzione non è scelta dalle stesse, bensì offerta da un terzo imparziale che è l’arbitro. Egli decide né più né meno di quanto fa un giudice dello Stato, applicando le stesse regole. Dal punto di vista procedimentale, l’arbitrato è molto più elastico e deformalizzato di un processo.

 

Cos’è l’arbitrato amministrato?

L’arbitrato amministrato è una procedura arbitrale gestita da un’organizzazione che offre un “pacchetto” di servizi ai suoi utenti: un regolamento arbitrale, un elenco di arbitri competenti e  un compenso prefissato, cosicché il costo della giustizia privata sia predeterminato, evitando l’effetto sorpresa.

 

Che efficacia ha la decisione dell’arbitro?

La decisione dell’arbitro, il lodo, ha efficacia vincolante per le parti, esattamente come la sentenza. Al lodo può anche essere conferita efficacia esecutiva, il che consente di eseguire coattivamente la decisione arbitrale ogniqualvolta manchi l’adempimento spontaneo del soccombente, al pari di una decisione giurisdizionale.

 

Il lodo può essere impugnato?

Il lodo può essere impugnato con l’impugnazione per nullità, quando sia affetto da uno dei vizi indicati  dall’art. 829 c.p.c. , con la revocazione e con l’opposizione di terzo.

 

Quali sono dunque i vantaggi dell’arbitrato rispetto alle altre forme di ADR e al processo?

– Tempi brevi per il raggiungimento di una soluzione. L’arbitro, a differenza del giudice ha dei tempi massimi per la decisione della controversia, il cui mancato rispetto lo espone a responsabilità.

– Certezza della soluzione offerta. Se non si trova un accordo tra le parti, la decisione della lite sarà imposta dall’arbitro seguendo le norme di diritto o (se stabilito dalle parti) l’equità.

– Competenza del giudice arbitrale sulla lite devolutagli. Le parti possono esercitare un proprio controllo sull’individuazione degli arbitri, stabilendo ad esempio nella convenzione d’arbitrato, quanti saranno gli arbitri, quali professionalità dovranno possedere. Possono infine stabilire se l’arbitro debba decidere secondo diritto o secondo equità.

– Costi. Nell’arbitrato amministrato l’organismo può prestabilire un compenso massimo per la procedura arbitrale, rendendo di fatto il ricorso ad arbitri meno oneroso delle spese di Giustizia.

La clausola arbitrale per i contratti degli associati IdP

Ogni controversia nascente da o collegata a questo Contratto dovrà essere preliminarmente oggetto di un tentativo di conciliazione/mediazione presso un Organismo di Mediazione iscritto al Ministero della Giustizia, con sede in Lecce. Il regolamento, la modulistica e la tabelle delle indennità in vigore al momento dell’attivazione della procedura sono consultabili sul sito Internet obbligatorio dell’Organismo prescelto. In caso di esito negativo del tentativo di conciliazione, o comunque se la controversia non dovesse essere risolta entro il termine di 90 giorni dal deposito dell’istanza di mediazione, la questione sarà risolta mediante una procedura arbitrale presso il Tribunale Arbitrale di Lecce secondo il Regolamento in vigore al momento dell’attivazione della procedura, consultabile sul sito www.tribunalearbitraledilecce.it, il cui testo attualmente in vigore è noto alle Parti. La Procedura consterà in  un arbitrato rituale secondo diritto e/o nelle eventuale ulteriori tipologie arbitrali che le parti stesse riterranno opportuna. La sede della procedura sarà in Lecce, presso l’indirizzo visibile sul sito www.tribunalearbitraledilecce.it. La decisione sarà definitiva e vincolante per le Parti come per legge e le norme processuali previste dal codice di rito (artt. 806 c.p.c. ss.)

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